Lo scorso 12 agosto l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha reso pubblica la relazione sull’attività svolta nell’anno 2021.
Nel 2021 la percentuale dei controlli svolti dall’INL sulle aziende raggiunge il 78% dei controlli complessivamente distribuiti in maniera omogenea sul Territorio Nazionale: il 30% dei controlli è stato svolto nel Sud Italia, ad esclusione della Sicilia che, per lo Statuto regionale, si avvale di un proprio autonomo Ispettorato , il 29 % nel Centro Italia e il 41% nel Nord Italia – fatte salve le province autonome di Trento e Bolzano, che si avvalgono di propri Ispettorati in ragione della loro autonomia speciale –
La diffusione del lavoro sommerso
Altro dato rilevante che emerge dalla suddetta relazione è la distribuzione dei tassi di irregolarità su base interregionale: nel nord est si registra il tasso massimo di irregolarità di oltre il 70%, che scende al 61,48% circa nel nord ovest, a quasi il 60 % nel centro e al sud.
Nel rapporto tra il numero lavoratori in nero e quello delle ispezioni con esito irregolare, le percentuali più elevate a livello regionale sono state rilevate in Campania, seguita da Toscana e Calabria.
I settori dove è stata più di frequente rilevata l’irregolarità
Gli indici di irregolarità più elevati si riscontrano nell’edilizia e nel terziario laddove, in particolare, si rileva un tasso di irregolarità notevole nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, trasporto e magazzinaggio, ma soprattutto nei servizi a supporto delle imprese, dove gli indici di irregolarità sono riconducibili, in primo luogo, ad esternalizzazioni e interposizioni illecite.
Il dato sulla tutela dei lavoratori vittime di caporalato e sfruttamento lavorativo trova conferma, con 2.192 vittime di sfruttamento, che registra un l’incremento del 18% rispetto al 2020.
La relazione è consultabile al link: https://www.ispettorato.gov.it/it-it/notizie/Documents/Relazione-attivita-INL-e-Rapporto-Vigilanza-2021-12082022.pdf