Raccomandazioni per “Ridurre i rischi di sfruttamento del lavoro, di tratta di esseri umani, di lavoro forzato e di lavoro sommerso che corrono gli sfollati ucraini” 

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e l’Autorità Europea del Lavoro (ELA) hanno lavorato congiuntamente per rispondere ai rischi di traffico di esseri umani, lavoro forzato e lavoro nero che coinvolgono i cittadini in fuga dalla guerra in Ucraina.   

Lo scorso 4 ottobre, a Budapest, si è tenuto un workshop che ha riunito gli Ispettorati del lavoro e le autorità preposte all’applicazione della legge europea e di altri Stati UE che sono paesi di transito o di destinazione dei rifugiati in fuga dal conflitto, i rappresentanti dei ministeri dell’Economia e delle Politiche sociali dell’Ucraina, del Ministero del Lavoro della Moldavia, di Europol, Eurojust e della Commissione europea. 

Insieme hanno discusso le migliori pratiche e le raccomandazioni chiave per proteggere i rifugiati focalizzando i lavori su diversi punti: prevenzione, protezione, azione penale e cooperazione internazionale. 

Dall’inizio della guerra, si stima che più di 7,5 milioni di ucraini abbiano trovato rifugio in Europa, di questi circa l’85% sono donne e bambini. Per queste persone in fuga, i rischi di accettare un lavoro senza un contratto adeguato, vedersi sottrarre i documenti o trovarsi in situazioni in cui possono diventare vittime del lavoro forzato o del lavoro minorile è elevato.  
 

Di seguito il link delle raccomandazioni: https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3619  

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