Lavoro migrante in Italia: settori produttivi e criticità emergenti

Il XV Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia 2025”, pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, conferma il ruolo centrale dei cittadini migranti nell’economia nazionale, con oltre 2,5 milioni di occupati, pari al 10,5% del totale.

La distribuzione per comparto mette in evidenza come i cittadini migranti siano una componente essenziale in alcuni ambiti produttivi:

• Servizi collettivi e personali: rappresentano il settore con la più alta incidenza, pari al 30,9% della forza lavoro straniera;

• Agricoltura: il 20% degli occupati nel comparto è di origine straniera, confermando la centralità del lavoro migrante in un settore caratterizzato da forte stagionalità;

• Alberghi e ristorazione: qui la quota raggiunge il 18,5%, con una domanda crescente da parte delle imprese;

• Costruzioni: i lavoratori stranieri incidono per il 16,9%, contribuendo in maniera significativa alla tenuta del comparto.

Nel 2024 sono state attivate quasi 2,7 milioni di posizioni lavorative che hanno interessato cittadini migranti, pari a un quarto del totale. Allo stesso tempo, le imprese hanno programmato oltre un milione di assunzioni di lavoratori migranti, circa il 20% del fabbisogno complessivo. Inoltre, il rapporto mette in luce forti differenze sia tra comunità nazionali sia tra uomini e donne. Alcuni esempi:

• il tasso di occupazione raggiunge l’82% tra i lavoratori filippini, mentre si ferma al 43% tra i tunisini;

• la disparità di genere è molto marcata: tra i cittadini egiziani il tasso di occupazione è del 76%, mentre tra le donne egiziane si riduce drasticamente al 4%.

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