Cresce rapidamente la presenza di lavoratori migranti nel mercato del lavoro. Nel 2025 le assunzioni previste hanno sfiorato quota 1,36 milioni, pari al 23% del totale.
L’incidenza varia notevolmente tra i diversi settori: in agricoltura (42,9%), mentre nel tessile, abbigliamento e calzature si attesta al 41,8% e nelle costruzioni al 33,6%. Anche pulizie e trasporti registrano quote significative, pari al 26,7%. In termini assoluti, la ristorazione guida la classifica con 231.380 ingressi tra cuochi, aiuto cuochi, camerieri, lavapiatti e addetti alle pulizie. Seguono i servizi di pulizia (137.330) e l’agricoltura (105.540).
Le regioni con la più alta incidenza percentuale sul totale dei lavoratori dipendenti sono Emilia Romagna (17,4%), Toscana e Lombardia (16,6% ciascuna).
Oltre al lavoro dipendente, cresce anche l’imprenditorialità. Le imprese avviate da cittadini migranti creano occupazione e contribuiscono spesso alla riqualificazione di quartieri e territori in difficoltà, generando un impatto economico e sociale positivo.
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