Al 31 dicembre 2024, in Italia sono presenti oltre 3,8 milioni di cittadini non comunitari con permesso di soggiorno regolare, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente. Tra le principali comunità, gli incrementi più consistenti riguardano Bangladesh (+16,9%), Pakistan (+13,2%) e Tunisia (+12,8%).
Sul fronte del lavoro, i permessi di soggiorno rilasciati per motivi lavorativi registrano un incremento del 3,8% rispetto al 2023, arrivando a 40.451 nuovi permessi, pari al 13,9% dei nuovi permessi complessivi. Questo aumento riflette la ripresa della programmazione dei flussi di ingresso per lavoro. Tuttavia, si osserva una netta differenza di genere: il numero di permessi lavorativi rilasciati alle donne diminuisce del 30,3%.
Le comunità che dominano i permessi di lavoro sono la tunisina e l’indiana, che insieme coprono il 68,2% dei nuovi permessi per attività lavorativa.
Dal punto di vista territoriale, la maggior concentrazione di cittadini non comunitari con permesso di lavoro si registra nel Centro-Nord, con il Nord-Ovest che ospita il 35,7% di tutti i lavoratori migranti. La Lombardia, con il 25,1% delle presenze, e la provincia di Milano, con il 13,1%, rappresentano i principali poli di occupazione.
L’età media dei cittadini non comunitari con permesso di soggiorno è poco più di 36 anni, un dato coerente con la partecipazione al mercato del lavoro, mentre la composizione di genere è equilibrata nel complesso (48% donne), anche se con forti differenze tra comunità.
Per saperne di più: https://www.istat.it/comunicato-stampa/cittadini-non-comunitari-in-italia-anno-2024/