Il recente Workshop “Art. 18-ter: verso una maggiore tutela contro lo sfruttamento lavorativo”, organizzato dall’Helpdesk Interistituzionale Anticaporalato nell’ambito del Programma Su.Pr.Eme. 2, ha offerto un approfondimento tecnico-giuridico sul sistema di protezione dei lavoratori migranti vittime di sfruttamento.
L’incontro formativo ha messo in luce il ruolo centrale dell’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione, introdotto per rafforzare la tutela dei lavoratori migranti coinvolti in situazioni di sfruttamento lavorativo ed intermediazione illecita del lavoro, .
Esperti e operatori sul campo hanno sottolineato l’importanza di un approccio integrato, che unisca:
- l’azione ispettiva degli Ispettorati Territoriali del Lavoro, fondamentali nell’emersione delle situazioni di sfruttamento;
- la mediazione linguistico interculturale, in tutte le attività di prevenzione e contrasto, per garantire informazion chiare e accompagnamento qualificato dei lavoratori nel processo emersivo;
- il coordinamento tra enti pubblici e privati, per attivare percorsi di assistenza, integrazione e protezione legale.
I dati condivisi durante il Workshop mostrano l’efficacia di questo modello multi-agenzia: oltre 200 pareri tra autorità giudiziarie e ispettorati hanno portato a un rilascio significativo di permessi di soggiorno, restituendo diritti, dignità e sicurezza ai lavoratori coinvolti.
In sintesi, l’art. 18-ter non è solo un dispositivo normativo: è uno strumento operativo che, se accompagnato da coordinamento territoriale e intervento socio-legale, rappresenta una leva concreta per combattere lo sfruttamento lavorativo e promuovere una reale integrazione sociale dei migranti.
Dall’entrata in vigore dell’articolo 18-ter sono stati registrati complessivamente 215 pareri e proposte provenienti dalle autorità giudiziarie e dagli ispettorati territoriali.
Nel dettaglio, 114 interventi sono stati formulati dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, mentre 101 provengono dalle Procure della Repubblica.
L’analisi dei pareri trasmessi dagli ispettorati evidenzia un tasso di rilascio dei permessi di soggiorno pari al 67%, corrispondente a 77 permessi effettivamente acquisiti. Ancora più elevato il dato relativo alle proposte avanzate dalle Procure, che hanno determinato presso le Questure un tasso di accoglimento del 96%.
Tra le Questure che hanno proceduto al rilascio dei permessi sulla base del solo parere dell’Ispettorato figurano Ancona, Benevento, Brescia, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Genova, Pescara, Ravenna, Reggio Calabria, Rovigo, Savona, Teramo, Torino e Verona.
Pur non rappresentando in modo esaustivo l’intero territorio nazionale, questo osservatorio offre comunque un’indicazione significativa dell’impatto concreto dell’attività ispettiva e di mediazione nella tutela delle vittime e nell’attivazione dei percorsi di regolarizzazione.
In sintesi, l’art. 18-ter non è solo un dispositivo normativo: è uno strumento operativo che, se accompagnato da coordinamento territoriale e intervento socio-legale, rappresenta una leva concreta per combattere lo sfruttamento lavorativo e promuovere una reale integrazione sociale dei migranti.