Allerta caldo e lavoro all’aperto: le misure adottate nelle regioni del Sud per la tutela dei lavoratori

Con l’intensificarsi delle ondate di calore, diverse Regioni del Mezzogiorno hanno adottato o rinnovato specifiche ordinanze per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti a temperature elevate, in particolare nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e di tutte le attività che si svolgono prevalentemente all’aperto. L’intervento normativo si inserisce in un quadro di crescente attenzione alla prevenzione dei rischi legati allo stress termico, in linea con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dagli organismi scientifici come INAIL e CNR, che attraverso il sistema Worklimate monitorano e segnalano le giornate a rischio “alto”.

La Regione Puglia ha adottato l’ordinanza n. 350 del 18 giugno 2025, in vigore fino al 31 agosto, che impone la sospensione obbligatoria delle attività lavorative all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un rischio elevato per lo svolgimento di attività fisica intensa in ambiente esterno.

Il provvedimento prevede anche una serie di misure organizzative a carico dei datori di lavoro, tra cui: rotazione delle mansioni, predisposizione di aree ombreggiate per le pause, fornitura di acqua potabile, adeguata informazione ai lavoratori (anche in più lingue), utilizzo di dispositivi di protezione.

Anche la Regione Campania, con l’ordinanza n. 1 del 18 giugno 2025, ha disposto il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto nei settori agricolo, edile e similari nelle fasce orarie comprese tra le 12:30 e le 16:00, nei giorni in cui il rischio da calore è classificato come “alto” secondo le mappe Worklimate.

Le Regioni Basilicata, Calabria e Sicilia hanno emanato specifiche ordinanze contro il rischio da calore. La Basilicata, con ordinanza n. 2 del 2 luglio 2025, vieta il lavoro all’aperto nei settori agricolo, edilizio, florovivaistico e delle cave dalle 12:30 alle 16:00, nei giorni con rischio “alto” di stress termico secondo le mappe Worklimate. La Calabria, con ordinanze n. 1 del 10 giugno 2025 e n. 2 del 13 giugno 2025 (rettifica), adotta misure analoghe nella stessa fascia oraria e condizioni di rischio. La Sicilia, con ordinanza n. 1 del 26 giugno 2025, applica le stesse restrizioni a identici settori e orari. Tutte le ordinanze sono valide fino al 31 agosto 2025, in attuazione delle Linee di indirizzo della Conferenza delle Regioni del 19 giugno 2025 e nel rispetto del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sono previste esenzioni unicamente per i servizi pubblici essenziali e l’inosservanza dell’ordinanza è sanzionabile ai sensi dell’art. 650 del codice penale.

Queste misure rappresentano un esempio di prevenzione concreta a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori più esposti al cambiamento climatico. È auspicabile un coordinamento nazionale e un rafforzamento dei controlli, per garantire l’effettiva applicazione delle ordinanze e contrastare il lavoro irregolare, in particolare nelle fasce più vulnerabili della forza lavoro.

Post recenti

Nuovo Tavolo Caporalato: al via la strategia nazionale per combattere lo sfruttamento in agricoltura

Si è svolta presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la riunione del Tavolo Caporalato in una composizione estesa, che ha visto la

Art. 18-ter: verso una maggiore tutela contro lo sfruttamento lavorativo

Il recente Workshop “Art. 18-ter: verso una maggiore tutela contro lo sfruttamento lavorativo”, organizzato dall’Helpdesk Interistituzionale Anticaporalato nell’ambito del Programma Su.Pr.Eme. 2, ha offerto un approfondimento tecnico-giuridico sul sistema