Sottoscritto protocollo d’intesa per la formazione e l’inserimento lavorativo di rifugiati nel settore turistico

È stato firmato un protocollo d’intesa triennale tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Interno, il Ministero del Turismo e l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo (Ebnt), con l’obiettivo di promuovere percorsi di formazione professionale e inserimento socio-lavorativo per titolari di protezione internazionale, protezione temporanea e altre categorie di cittadini stranieri in condizioni di vulnerabilità.

L’accordo si pone l’obiettivo di favorire l’autonomia e l’inclusione attiva delle persone accolte nei sistemi nazionali di protezione, rispondendo contestualmente al fabbisogno di manodopera manifestato dalle imprese operanti nel comparto turistico. Il protocollo prevede una collaborazione multilivello, in cui i ministeri firmatari ed Ebnt, attraverso la propria rete territoriale, si impegnano a:

• individuare i beneficiari tra coloro che, in possesso di un permesso di soggiorno che consente l’attività lavorativa, si trovano in condizioni di vulnerabilità;

• offrire percorsi di formazione professionale e misure di politica attiva del lavoro;

• favorire l’attivazione di esperienze in azienda presso le imprese aderenti alle associazioni di categoria rappresentate in Ebnt;

• promuovere l’inserimento occupazionale stabile dei partecipanti.

Il protocollo si basa su un modello di intervento già sperimentato con esiti positivi nel settore delle costruzioni e si inserisce nel quadro delle politiche pubbliche di integrazione socio-lavorativa, in coerenza con quanto previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione.

Post recenti

Le esperienze migratorie dal Bangladesh all’Italia

È stata pubblicata da IRES Piemonte la ricerca Surokkha সুরক্ষা. Le esperienze migratorie dal Bangladesh all’Italia. Analisi delle esigenze di protezione dalla prospettiva dei progetti

Sfruttamento del lavoro, la Cassazione chiarisce quando può scattare il reato (PARTE 2)

Una busta paga o una documentazione formalmente corretta non sono necessariamente sufficienti a descrivere da sole l’intero rapporto lavorativo: occorre considerare anche gli orari realmente