È stato presentato il VI Rapporto sullo sfruttamento lavorativo, curato dal Laboratorio sullo sfruttamento lavorativo e sulla protezione delle vittime istituito dal Centro di Ricerca interuniversitario “L’Altro Diritto” (ADIR), in collaborazione con la FLAI CGIL e, dal 2023, con l’Osservatorio Placido Rizzotto.
L’edizione più recente del Rapporto, che raccoglie i dati aggiornati fino alla fine del 2024, evidenzia un significativo incremento delle inchieste e dei casi di sfruttamento lavorativo intercettati. Le vicende complessivamente rilevate passano da 834 a 1.249, con un aumento pari a circa il 50% rispetto alla precedente rilevazione. Un dato che, secondo gli estensori del Rapporto, riflette sia la persistenza del fenomeno sia una crescente capacità di emersione e contrasto da parte degli strumenti istituzionali e sindacali.
Il quadro delineato conferma la diffusione trasversale dello sfruttamento lavorativo, che non risulta più confinato al solo settore agricolo ma si estende a diversi comparti produttivi. L’analisi evidenzia infatti come le dinamiche di sfruttamento si siano adattate alle differenti strutture economiche territoriali, interessando tanto le aree rurali quanto i distretti industriali e dei servizi.
Pur restando l’agricoltura il settore con il maggior numero di casi censiti (589 vicende, in aumento rispetto all’anno precedente), la sua incidenza sul totale complessivo delle inchieste risulta in diminuzione, passando dal 67% del 2016 al 38% del 2024. Secondo il Rapporto, tale dato non indica una riduzione del fenomeno nel comparto agricolo, ma piuttosto una sua crescente emersione anche in altri settori, tra cui edilizia, logistica, commercio e servizi di cura.
Un elemento significativo riguarda l’aumento delle denunce da parte delle vittime: nel 2024 circa il 29% dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti in situazioni di sfruttamento ha deciso di rivolgersi alle autorità competenti, segnalando una maggiore consapevolezza dei diritti e una progressiva, seppur ancora parziale, fiducia nei meccanismi di tutela e protezione.